Sesto San Giovanni, 03 novembre 2017
A
tutti i componenti della LPXS e a
Sandro
Piano Consigliere Comunale LPXS
C’è più di un aspetto non comunicato opportunamente in
questi giorni di annunci a mezzo stampa relativi all’Assemblea della Lista
Popolare X Sesto, riunitasi lo scorso 30 ottobre presso il Circolo ARCI “Nuova
Torretta” a Sesto San Giovanni.
Il momento collegiale è stato ben lungi dal clima di
gioiosa concordia che traspare nei documenti attraverso cui, a partire già dal
giorno seguente all’incontro, sono stati resi noti stralci della Mozione
portata in discussione da Sandro Piano contestualmente alla nomina di Simona
Godio per la carica di portavoce ufficiale (la sua è stata l’unica
candidatura per la verità, peraltro, non supportata, come era stato invece
richiesto espressamente, da alcun contenuto di indirizzo politico, né scritto
né verbale).
Già prima della doppia votazione finale, un partecipante
all’Assemblea ha abbandonato i lavori dell’aula in aperta protesta contro
l’operato del rappresentante della Lista Popolare X Sesto in sede di Consiglio
Comunale (Sandro Piano) e la chiusura al dialogo di una buona parte dei
partecipanti, che sembravano mal tollerare la presentazione di un insieme di
osservazioni rispetto alla predetta Mozione.
Ottavia Eletta Molteni,
estensore del testo lasciato agli atti dell’Assemblea e già candidata alle
ultime elezioni amministrative con la Lista Popolare X Sesto, ha commentato
così la serata: “In un clima che prevedeva la sola opzione di accettare
passivamente il documento così come era stato formulato e presentato - strada
abbracciata peraltro dal silenzio di tanti di quelli che sino a quel momento
avevo considerato ‘il mio gruppo’ -, ho deciso di tirarmi fuori.
Potrà forse non cambiare il simbolo utilizzato, ma il
progetto annunciato da Sandro Piano e sostenuto da quanti è riuscito a
raccogliere intorno a sé non rispecchia, per contenuti, ‘respiro’, struttura e
finanche ‘modus operandi’, l’iniziativa alla quale avevo aderito convintamente
e per la quale tanto mi sono spesa”.
La stessa strada è stata seguita oggi dal capolista
Paolo Vino, e da altri tre candidati di quello che nella Mozione anzidetta
è stato svilito come un semplice “cartello elettorale”: (in ordine alfabetico)
Chiara Defilippis, Barbara Macchi e Antonio Saponara.
Paolo Vino ha
espresso tutta la propria contrarietà: “Sono deluso per come tutto sia
stato gestito e per come il lavoro fatto in questi mesi dalla Lista
Popolare X Sesto è stato messo in ridicolo l’altra sera durante l’Assemblea.
Hanno prevalso infatti temi etici e personali rispetto a quelli relativi alla
nostra città, per i quali tutti noi ci siamo candidati.
L’unico vero progetto, quello originale che ci ha uniti
sotto un’unica bandiera, è stato distrutto, portando a una messa in
scena del ‘peggio del peggio’ della politica. Sui voti di chi in quel progetto
ha messo non solo la faccia, ma tempo, denaro, soprattutto i propri valori,
hanno prevalso personalismi e retoriche politiche soprattutto in vista delle
prossime elezioni regionali e politiche.
Rimane il fatto di averci fatto credere che in sede di
Assemblea avremmo potuto confrontarci arricchendo sia il dibattito sia i
contenuti.
Una cosa è certa. I motivi che hanno fatto nascere la Lista
Popolare X Sesto, la rigenerazione dal basso del centro-sinistra, sono stati
liquidati da chi ha sottoscritto l’apparentamento elettorale per la Lista
Popolare X Sesto con Monica Chittò, salvo domandare in sede di Assemblea: ‘Perché
bisogna necessariamente scrivere nella mozione che non bisogna fare alleanze
con la destra?”.
Per me la politica è un valore, una passione. Mi
sono sempre mosso con l’obiettivo di cambiare davvero le cose. Non voglio
appartenere, né essere complice di un modo meschino di trattare le persone.
Non mi sento bene, mi mancano gli stimoli quando non
ci sono confronto e chiarezza, come in questo caso. Non potrei
sentirmi parte di un gruppo che si muove in questa maniera. Questa non è
politica, questi non sono i miei valori. Quel che è certo è che non ho
sicuramente nulla da insegnare ma credo fortemente, di non volere imparare
nulla da questa “nuova fase”.
Barbara Macchi ha
parlato del progetto della Lista Popolare X Sesto come di “un’esperienza
formativa, che mi ha aperta più che mai alla città in cui vivo e che mi ha
permesso soprattutto di capire “come gira il mondo”.
Altro che cartello elettorale e basta!
Il dialogo, l’inclusione, la condivisione, la
partecipazione sono valori che ho scoperto in me, essenziali in un gruppo politico.
Senza accuse niente e nessuno, ma sempre con spirito innanzitutto di
auto-critica, credo che da un po’ di tempo a questa parte tutti i valori sopra
richiamati manchino alla Lista Popolare X Sesto. Nel rispetto della passione e
dell’impegno che ci ho messo, ho pertanto deciso di lasciarla.
Sono molto amareggiata e dispiaciuta, ma il vento che
tira all’interno della lista mi fa pensare che non sia più il luogo adatto
per me, che credo nella lealtà, nella purezza delle affermazioni e nelle
strade da percorrere senza secondi fini. Ringrazio comunque, sempre a
cuore aperto, per le opportunità e la fiducia datemi”.
Egualmente critico Antonio Saponara, che ha
commentato così la sua uscita dalla formazione che ha sostenuto la candidatura
a Sindaco di Sesto San Giovanni di Sandro Piano: “Ritengo che la Lista
Popolare X Sesto odierna deficiti, e non poco, di trasparenza, onestà
e rispetto. I toni e i modi sperimentati nel corso dell’Assemblea del 30
u.s. credo non siano propri di un progetto politico solido.
La mancata democraticità della Lista è emersa dal
non volere ascoltare le proposte altrui, chiudendo a una partecipazione
attiva da parte di tutti nella formulazione del documento finale.
All’interno di una realtà come quella descritta il mio impegno e la mia produttività
in termini politici potrebbero essere davvero scarsi, se non addirittura nulli.
Credo e spero tuttavia vivamente che possano svilupparsi
all’interno di un nuovo progetto che creda nella mia persona,
tanto da renderlo un’esperienza bella da vivere”.
Nel guardare al futuro, non solo personale ma dell’intera
collettività sestese, Maria Chiara Defilippis è sostenuta da una convinzione: “La
politica si fa quotidianamente, stando in mezzo alla gente, nelle piazze,
captando e recependo il malcontento delle persone.
Occorre prestarsi ad essere portavoce, presso gli addetti
ai lavori, delle istanze raccolte, così da rendere il territorio cittadino più
vivibile con riferimento ai temi di più agevole risoluzione così come alle
problematiche più complesse”.
Auguriamo a tutti voi buon lavoro
Ottavia Molteni
Paolo Vino
Barbara Macchi
Antonio Saponara
Maria Chiara Defilippis